ROBIN HOOD

The Musical

libero adattamento ispirato all’opera in lingua originale Ivanhoe di Sir Walter Scott

musical in lingua inglese
utenza: scuola media inferiore

Dalla leggenda al romanzo

Robin Hood, re dei fuorilegge e arciere imbattibile è una figura che emerge dalle nebbie di una tradizione orale, di un folklore che mescola leggende locali, divinità celtiche e avvenimenti storici. Varie fonti del XIV secolo riportano la diffusione di ballate e poemi sulle vicende del celebre fuorilegge, mentre il primo racconto completo appare intorno al 1500 (A geste of Robyn Hode). Nel XVI e XVII secolo Robin Hood vive sulle scene teatrali tanto da essere oggetto di una pièce incompiuta di Ben Jonson ed essere menzionato in diverse opere di Shakespeare. Nel 1765 Thomas Percy include nella sua raccolta Reliques of Ancient English Poetry l’antica ballata Robin Hood and Guy of Gisborne. Nel 1795 Joseph Ritson pubblica la raccolta Robin Hood: A collection of all the Ancient Poems Songs and Ballads che ebbe enorme influenza. In particolare fu Sir Walter Scott per i capitoli del romanzo Ivanhoe dedicati all’arciere di Sherwood, a contribuire in modo decisivo a fissare i tratti del suo personaggio nella modernità.

Autore

Sir Walter Scott, considerato il padre del romanzo storico, nasce a Edimburgo nel 1771 e negli anni dell’adolescenza acquisisce una vasta cultura umanistica. Nel 1792 si laurea in giurisprudenza. Nel 1796 la lettura di Reliques of Ancient English Poetry di Thomas Percy, raccolta di antiche ballate che rivalutano il Medioevo, lascia in lui una forte impressione. Sono anche gli anni della diffusione in Gran Bretagna del romanticismo tedesco e il giovane giudice Scott trascura la professione forense per la letteratura e per i viaggi, durante uno dei quali conosce Charlotte Genevieve Charpentier, che sposa e da cui avrà 5 figli. Nel 1801 inizia a scrivere e pubblicare ballate e poemetti tra cui la raccolta The Minstrelsy of the Scottish Border (1802-3) e nel 1805 il romanzo in versi The Lay of the Last Ministrel. Dal 1814 si cimenta nella composizione di romanzi storici, esordendo con Waverlay e proseguendo con successi come Rob Roy (1818) e The Bride of Lammermoor (1819). Nel 1820 scrive Ivanhoe, opera per cui è tuttora universalmente noto e che ispirò anche Manzoni. In seguito a un tracollo finanziario subìto nel 1814 si dedica alla scrittura con tale impeto e produttività da rovinarsi la salute. Dopo due arresti cardiaci muore di tifo nel 1832.

Trama

Nella foresta di Sherwood il leggendario arciere Robin Hood è a capo di un gruppo di ribelli, i Merry Men (l’allegra brigata), che armati di arco, bastoni e ironia sfidano i potenti e difendono gli umili. Sono tempi amari: re Riccardo Cuor di Leone è partito per la Terza Crociata e il trono è stato usurpato dal suo perfido fratello, Giovanni Senzaterra, che vessa il popolo con tasse spropositate e avvalla le ingiustizie e gli arbitrii commessi dalla nobiltà. Tra i sostenitori di Giovanni spicca per crudeltà lo Sceriffo di Nottingham, nemico giurato di Robin Hood. I due si scontrano e si tendono trappole continuamente, ma quando Robin riesce a restituire al cavaliere Alan-a-Dale le sue terre e rovina i piani dello Sceriffo di Nottingham, che intende sposare con l’inganno la fidanzata di Alan, la guerra diventa senza quartiere. Lo Sceriffo rapisce Marian, la donna che Robin ama da sempre, e la condanna al rogo come strega per attirarlo in trappola. Serviranno tutta l’astuzia e tutti gli amici che Robin ha per chiudere la partita con il crudele Sceriffo.

Note di regia

Un preciso contesto storico facilita la comprensione delle imprese di Robin Hood narrate in questo musical diretto dal regista Edward Johnson (The Wizard of Oz, Hamlet, Alice in Wonderland): siamo in Inghilterra nell’anno 1192, quando il re Riccardo Cuor di Leone si trovava in Europa per la Terza Crociata e il fratello, il principe Giovanni Senzaterra, ne aveva usurpato il trono. I costumi prendono dunque spunto dalle fogge medievali, con qualche concessione allo stile cartoon soprattutto per quanto riguarda i colori vivaci, che rendono i personaggi ben riconoscibili e corrispondenti all’immaginario collettivo. Con agilità e destrezza, i giovani attori rappresentano la lotta di Robin e compagni contro le ingiustizie, facendo abile uso di una scenografia multifunzionale: attraverso interessanti e coreografati cambi scena a vista si passa rapidamente dalla foresta di Sherwood al villaggio di Nottingham, e viceversa. Su questo sfondo, la trama si sviluppa in modo dinamico grazie a una bilanciata alternanza di dialoghi e canzoni, prevalentemente appartenenti al genere della musica celtica e folk, i cui versi sono stati appositamente riscritti per meglio adattarsi al contenuto della storia. Anche le coreografie contribuiscono allo svolgimento dell’azione, sottolineando visivamente il significato dei brani musicali interpretati dal vivo dai performer madrelingua… tutto ciò rende lo spettacolo facilmente fruibile dalle classi della scuola media inferiore. Effetti di luci e suoni realizzati con perizia connotano ogni singola scena in modo preciso, per un totale coinvolgimento emotivo.

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