
Vi è un sentimento capace di attraversare, indisturbato e prorompente, ogni epoca, oltrepassando titubanze, paure e differenze. Audace nelle sue scelte, incosciente quando serve, spregiudicato per naturalezza e, a volte, tempestivamente inopportuno.
Signore e Signori, ecco a Voi L’Amore!
Con i suoi mille volti e le sue indefinibili combinazioni: un’emozione così non può passare inosservata, tanto da incorniciare con apostrofi (non sempre rosa) la nuova stagione teatrale e presentarsi sotto forma di variegati ma ben precisi caratteri.
Attraverso le sfumature messe qui in luce, che ne evidenziano ora il tratto frizzante, ora quello mercanteggiato, ora quello devoto all’attesa e poi ricompensato, ora quello non vissuto o solo assaporato, l’Amore si fa avanti e dichiara la propria universalità, senza pause nel tempo, dal Siglo de Oro spagnolo ai musical di Broadway degli Anni ’50.
L’Amore si scopre così testardo e ripetitivo e, anche per questo, mietitore di fascino.
Come attraverso una lente di ingrandimento, di volta in volta, vengono fatti emergere alcuni dei suoi caratteri distintivi, cosicché il pubblico potrà scoprirlo faceto, brioso e ironico, quanto il genio di Oscar Wilde in THE IMPORTANCE OF BEING EARNEST; riconoscerlo barattato, con i suoi matrimoni combinati nelle scelte infelici di Arpagone ne L’AVARE di Molière, così irrisolvibile nella sua bramosìa di possesso; ritrovarlo paziente nella silenziosa e romantica attesa di Adelaide in GUYS AND DOLLS JR., promessa sposa in una classica commedia tra dolci donzelle e giovani scapestrati; riviverlo negato da differenze razziali e sociali in una moderna tragedia alla Romeo and Juliet in Songs from WEST SIDE STORY in concert percepirlo indifferente alla pazzia, vera o presunta, in un manicomio di Valencia come ci racconta Lope de Vega in LOS LOCOS DE VALENCIA, ma soprattutto sentirlo autentico e incondizionato, sordo a ogni forma di calcolo e ragionamento.
Questa la rosa, quanto mai varia, proposta in un percorso itinerante tra le epoche e le situazioni, dove ogni singola declinazione dell’Amore riesce liberamente a trovare il suo spazio. Ogni spettacolo, come una favola, è in grado di raccontare quanto questo s-conosciuto sentimento, dalla natura imprevedibile, possa esplodere e provocare conseguenze inaspettate. Perché un Montecchi e una Capuleti da qualche parte esisteranno sempre, perché l’Upper West Side può essere ovunque.
Quest’anno vorremmo regalare al nostro pubblico proprio queste tracce, questi passaggi d’amore dove riconoscersi e sorridere, perché in fondo, dai tempi di Molière a quelli di Oscar Wilde, da quelli di Lope de Vega ai musical Anni ’50, fino ad oggi, è cambiato ben poco: l’Amore continua, indisturbato, a plasmare ogni cosa.